Bonus amianto: quali spese possono essere portate in detrazione

L’Agenzia delle Entrate ha fatto il punto della situazione sul “bonus amianto” ed ha spiegato quali spese possono essere portate in detrazione.

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Come e quando può essere utilizzato il cosiddetto “bonus amianto”? È necessario un intervento di recupero edilizio per poter usufruire di questa particolare agevolazione? A fornire qualche indicazione in merito ci ha pensato direttamente l’Agenzia delle Entrate, che attraverso una risposta fornita sul portale Fisco Oggi si è soffermata sulle regole relative alle detrazioni fiscali che si possono ottenere grazie al bonus amianto.

Ma entriamo nel dettaglio e vediamo cosa è accaduto.

Il bonus amianto può essere utilizzato per tutte le opere di bonifica

A fare il punto sul cosiddetto bonus amianto ci ha pensato l’Agenzia delle Entrate, nel corso di una spiegazione fornita sulla rivista telematica Fisco Oggi. L’agevolazione può essere utilizzata non solo per i lavori, ma per tutte le attività che risultano essere strettamente connesse con la bonifica.

Il dubbio era sorto ad un contribuente, che aveva chiesto se le spese per la rimozione e la sostituzione di eternit fossero detraibili. Gli interventi dovevano essere effettuati in un’unità facente parte di un’abitazione principale, che era stata appena acquistata.

Il dubbio principale che assillava il contribuente è se gli interventi di rimozione dell’amianto rientrassero tra quelli agevolabili attraverso i vari bonus edilizi.

Confermata la detrazione al 50%

Richiamando l’articolo 16-bis, comma 1, lettera I) del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986), l’Agenzia delle Entrate ha provveduto a confermare che gli eventuali interventi di rimozione dell’amianto – indipendentemente dal fatto che siano effettuati su singole unità immobiliari o su delle parti comuni di edifici residenziali – risultano essere agevolabili.

Anche se l’Agenzia delle Entrate non ne ha fatto specifica menzione, nella risposta si è riferita direttamente al bonus ristrutturazioni: stiamo parlando, quindi, delle detrazioni al 50% relative alle spese di riqualificazione del patrimonio edilizio. Questo particolare bonus ha il compito di agevolare una lunga lista di interventi, tra i quali rientrano anche quelli relativi alla rimozione dell’amianto.

Questo significa, in altre parole, che il cosiddetto bonus amianto segue le stesse ed identiche regole previste per le detrazioni fiscali che sono attualmente in vigore per i lavori di ristrutturazione. Sarà, quindi, in vigore fino al 31 dicembre 2024 con un’aliquota al 50%, che deve essere calcolata su un tetto di spesa fino a 96.000 euro. E potrà essere fruito come detrazione Irpef in dieci diverse rate annuali di pari importo.

Attraverso le detrazioni per la riqualificazione del patrimonio edilizio, quindi, si è reso strutturale il cosiddetto bonus amianto. A differenza di quanto accade per gli altri bonus edilizi, a partire dal 1° gennaio 2025 non scadrà. Ma sarà caratterizzato da un abbassamento dell’aliquota, che scenderà al 36%, mentre il tetto massimo di spesa sarà fissato a 48.000 euro.

Bonus amianto: cosa risulta agevolabile

L’Agenzia delle Entrate, nella sua risposta, ha sottolineato come il bonus amianto venga riconosciuto indipendentemente dalla categoria catastale a cui gli immobili appartengono. Ma soprattutto spetta a prescindere dal tipo di intervento che i diretti interessati stanno effettuando sull’immobile.

Può essere riconosciuto, ad esempio, anche solo e soltanto per le spese che sono state sostenute per trasportare l’amianto in una discarica da parte delle aziende che sono specializzate nell’effettuare questi lavori.

Pierpaolo Molinengo

Autore

Pierpaolo Molinengo

Ho una laurea in materie letterarie. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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