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E’ ormai risaputo che a fronte degli interventi che danno diritto al superbonus del 110% il contribuente può optare, al posto della detrazione fiscale, per lo sconto in fattura o per la cessione del credito e, qualora si avvalga di tale opzione, questi è tenuto ad acquisire il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto al beneficio fiscale.

Il visto di conformità può essere rilasciato dagli stessi soggetti che possono essere incaricati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni dei redditi, quindi: commercialisti, ragionieri, periti commerciali, consulenti del lavoro, CAF. Questi soggetti sono anche tenuti a verificare la presenza delle asseverazioni e delle attestazioni rilasciate dai professionisti incaricati.

Premesso che sono diversi i passaggi operativi da seguire e le verifiche da effettuare, prima di poter rilasciare il visto di conformità per il superbonus del 110%, quali sono dunque i principali controlli e la documentazione da esaminare per poter validamente rilasciare il visto?

Sicuramente il primo passo da compiere consiste nell’identificazione del beneficiario dell’agevolazione per arrivare poi all’apposizione vera e propria del visto di conformità, senza dimenticare la verifica della documentazione tecnica inerente al tipo di interventi effettuati e alle spese sostenute.

Il visto di conformità richiesto dall’art. 119 del decreto Rilancio è un cosiddetto “visto leggero”, vale a dire che il professionista incaricato non sarà tenuto ad esaminare nel merito i documenti su cui si basa la richiesta del superbonus ma le attività che questi è tenuto a svolgere consistono unicamente nell’esame formale dell’esistenza dei documenti e dei titoli necessari per la fruizione dell’agevolazione fiscale e nella verifica, sulla base delle spese sostenute per le varie tipologie di interventi, dell’importo del superbonus suscettibile di cessione o di sconto in fattura. Inoltre, occorrerà acquisire una dichiarazione del beneficiario della detrazione attestante la conformità degli eventuali documenti consegnati in copia rispetto all’originale.

Sempre l’art. 119 del Decreto Rilancio, prevede anche che siano predisposte sanzioni nell’eventualità in cui vengano rilasciate attestazioni infedeli: “ferma l’applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato, ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 15.000 euro per ciascuna attestazione o asseverazione infedele”.

Su questo punto si è di recente pronunciata la Fondazione studi dei Consulenti del lavoro sostenendo che, poiché la norma si riferisce solo alle “attestazioni ed asseverazioni” infedeli (vale a dire quelle rilasciate da ingegneri, geometri, ecc.) e non richiama espressamente il “visto di conformità”, è possibile sostenere che il professionista che rilascia il visto per il superbonus 110% non può essere assoggettato alle sanzioni penali ed amministrative previste per le false attestazioni ed asseverazioni.

In particolare la Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro sostiene che:

“il Consulente del Lavoro, essendo chiamato a rilasciare soltanto un visto di conformità (atto che non è inserito nel comma 14, accanto alle attestazioni e alle asseverazioni), non può in alcun modo essere destinatario delle sanzioni di natura penale e della sanzione amministrativa che il comma 14 commina soltanto ai tecnici abilitati e ai professionisti incaricati della progettazione strutturale nel caso in cui questi abbiano rilasciato attestazioni e asseverazioni infedeli”.

Al fine di dirimere la questione si renderà necessaria una pronuncia dell’Agenzia delle Entrate, dato che, prima di rilasciare il visto di conformità, si è comunque tenuti alla verifica della presenza delle asseverazioni e delle attestazioni rilasciate dai professionisti incaricati.

Avv. Francesca Micheli

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Avv. Francesca Micheli

Francesca Micheli è avvocato del foro della Spezia. Esperta in diritto civile, della famiglia e delle successioni ha svolto negli anni numerosi corsi di formazione e convegni presso ordini professionali sia in aula che in modalità webinar, oltre a svolgere la libera professione nel proprio foro di appartenenza.

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