Promuovere l’offerta di case accessibili, sostenibili e di qualità: con questo obiettivo di fondo la Commissione UE ha presentato nei giorni scorsi il Piano Casa Europeo, attraverso il quale si prevede di adottare una strategia comunitaria per costruire gli immobili e cercare di rendere leggermente più produttivi ed innovativi i cantieri e le ristrutturazioni.
L’intento, inoltre, è quello di semplificare le procedure necessarie per la pianificazione urbana e i titoli edilizi.
Attraverso questo Piano Casa Europeo la Commissione UE si è fatta parte attiva per affrontare uno dei bisogni più urgenti che hanno le famiglie: riuscire ad accedere a delle case sostenibili e di buona qualità. Che non abbiano dei prezzi assurdi.
Cosa prevede il Piano Casa Europeo
L’obiettivo di fondo del Piano Casa Europeo è quello di rendere il settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni più produttivo e soprattutto fare in modo che sia anche innovativo. L’intenzione, inoltre, è anche quella di ridurre lo squilibrio che si sta riscontrando tra domanda ed offerta. Per farlo dovranno essere immessi sul mercato dei nuovi immobili attraverso:
- delle nuove costruzioni;
- la trasformazione degli edifici esistenti in residenziali e realizzando degli alloggi accessibili;
- la ristrutturazione del patrimonio esistente, in modo da realizzare delle abitazioni più sostenibili e di qualità.
In questo contesto la Commissione europea ha intenzione di promuovere l’innovazione, in modo da aumentare la produttività. Questo obiettivo verrebbe centrato anche attraverso:
- la possibilità di adottare dei metodi moderni di costruzione;
- l’attivazione dei processi circolari e digitali;
- la facilitazione delle forniture transfrontaliere di servizi di costruzione;
- il miglioramento dell’accesso alla manodopera qualificata.
Uno degli obiettivi che si è posta la Commissione europea è quella di ridurre la burocrazia a qualsiasi livello, da quella locali per arrivare a quella dell’UE, in modo da semplificare l’adozione di codici edilizi e facilitare le procedure amministrative relative alle zone. L’intento è anche quello di rendere più omogenea la pianificazione e la concessione dei permessi.
Le risorse e gli investimenti
Nel settore abitativo, fino ad oggi, l’UE ha mobilitato investimenti per 43 miliardi di euro: continuerà a farlo anche nel prossimo bilancio a lungo termine. In questo periodo, tra l’altro, è in fase di sviluppo una nuova piattaforma paneuropea di investimento in cooperazione con la Banca europea per gli investimenti, le banche promozionali nazionali e altre istituzioni finanziarie a livello internazionale.
Supporto immediato e riforme strutturali
Il Piano Casa Europeo prevede di agire attraverso dei supporti immediati e delle riforme strutturali. Il primo passo sarà quello di introdurre una proposta legislativa per regolamentare gli affitti brevi, soprattutto quelli che passano attraverso le piattaforme online (come Airbnb). L’intenzione è quello di andare a regolamentare quanto accade nelle aree ad alta pressione abitativa, in modo da liberare degli immobili per i residenti.
È previsto, inoltre, un focus sul miglioramento della sostenibilità degli edifici per ridurre drasticamente le bollette ed il costo della vita degli inquilini.
Il Piano Casa Europeo, inoltre, prevede delle misure specifiche per i soggetti più vulnerabili – tra i quali rientrano i giovani, gli studenti e le famiglie monoparentali – che fanno fatica a risiedere nelle città in cui lavorano.
Il contesto entro il quale si muove l’iniziativa
Il Piano Casa Europeo è sostanzialmente la risposta ad un’emergenza strutturale, che sta colpendo migliaia di cittadini europei, determinata dai seguenti fattori:
- l’aumento dei prezzi: nel periodo compreso tra il 2013 ed il 2024 il prezzo degli immobili è cresciuto mediamente del 60%. I permessi di costruire, invece, sono scesi del 20%;
- l’accessibilità: la crisi ha colpito principalmente le fasce più vulnerabili della popolazione, ma anche il ceto medio, i lavoratori essenziali e gli studenti. Le situazioni più critiche sono state registrate a Barcellona, Milano, Parigi e Berlino;
- l’efficienza energetica: la Direttiva Case Green ha imposto degli obiettivi di decarbonizzazione entro il 2030, rendendo necessaria una massiccia riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

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