Per il 2026 la disciplina IMU non cambia nei suoi elementi essenziali, ma cambia un passaggio che, sul piano operativo, diventa ancora più importante: la corretta lettura delle delibere comunali e del relativo prospetto delle aliquote. Il decreto MEF 6 novembre 2025 ha infatti integrato il decreto 6 settembre 2024 sull’individuazione delle fattispecie in base alle quali i Comuni possono differenziare le aliquote IMU. In altri termini, anche nel 2026 il calcolo corretto dell’imposta passa prima di tutto da una verifica puntuale della fattispecie applicabile nel singolo Comune.
Restano ferme le scadenze ordinarie: 16 giugno 2026 per l’acconto e 16 dicembre 2026 per il saldo, con possibilità di pagamento in unica soluzione entro giugno. Per l’acconto continua a valere, in via generale, il riferimento alle aliquote e detrazioni dell’anno precedente; il saldo si versa invece a conguaglio sulla base delle aliquote definitive pubblicate nei termini di legge. A questo si aggiunge una novità pratica da non trascurare: dal 1° gennaio 2026 il saggio degli interessi legali è fissato all’1,6%, con effetto diretto sul calcolo degli interessi dovuti in caso di ravvedimento operoso.
Sul fronte delle agevolazioni, il quadro resta sostanzialmente stabile. Continua a trovare applicazione l’esenzione per l’abitazione principale non di lusso e per le relative pertinenze nei limiti previsti dalla legge; restano inoltre le riduzioni del 50% della base imponibile per gli immobili concessi in comodato a parenti in linea retta di primo grado, alle condizioni previste, nonché per gli immobili di interesse storico o artistico e per i fabbricati inagibili o inabitabili. Per gli immobili locati a canone concordato, l’imposta resta ridotta al 75% di quella determinata applicando l’aliquota comunale. Anche per questo motivo, nel 2026 gli errori più frequenti non nascono tanto dalla norma generale, quanto da una verifica incompleta dei requisiti richiesti per beneficiare di esenzioni e riduzioni.
Un altro punto da tenere sotto controllo è quello dichiarativo. Il modello di dichiarazione IMU/IMPi approvato con decreto MEF 24 aprile 2024 resta il riferimento anche per gli adempimenti 2026. La dichiarazione va presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo quando intervengono variazioni rilevanti non immediatamente conoscibili dal Comune oppure quando l’agevolazione fruita richiede una specifica evidenza dichiarativa. Tra i casi che meritano particolare attenzione vi è anche l’esenzione per gli immobili occupati abusivamente: nelle istruzioni ministeriali è chiarito che, in questa ipotesi, la dichiarazione deve essere presentata.
Merita infine prudenza il tema delle agevolazioni per gli italiani residenti all’estero. Nel dibattito parlamentare sono circolate proposte di ampliamento dell’esenzione o di riduzioni ulteriori per alcuni immobili posseduti da iscritti AIRE, ma la documentazione parlamentare consultata le descrive come proposte di legge e non come disciplina generale già recepita nella normativa IMU 2026. Allo stato, il riferimento certo resta la riduzione del 50% per una sola unità immobiliare a uso abitativo, non locata né data in comodato, posseduta da soggetti non residenti titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia.
In sintesi, anche per il 2026 il calcolo corretto dell’IMU richiede tre verifiche preliminari: corretta qualificazione dell’immobile e del soggetto passivo con verifica delle riduzioni ed esenzioni eventualmente applicabili, il controllo della delibera comunale pubblicata sul portale ministeriale e la verifica dell’eventuale obbligo dichiarativo oltre al semplice versamento.
È in questa triade che si gioca la differenza tra un calcolo corretto e un errore destinato a trasformarsi in ravvedimento, contestazione o contenzioso.
Per chi desidera un supporto operativo immediato, è possibile scaricare il Quadro Sinottico IMU 2026 realizzato da Geo Network con la sintesi della disciplina vigente e delle principali novità a cui prestare attanezione: download.
Inoltre, è possibile iscriversi gratuitamente all’incontro formativo del 19 maggio 2026, dedicato al corretto calcolo dell’IMU dovuta per il 2026, con spazio finale riservato ai quesiti dei partecipanti: link iscrizione. L’incontro, secondo la locandina, si svolge dalle 14:30 alle 16:30 ed è accreditato con 2 CFP per Geometri.
Ci auguriamo di avere il piacere di averLa con noi
