Fascicolo digitale delle costruzioni: nuovo adempimento a cura del professionista con possibile agevolazione superbonus.

della “patente degli edifici” si parla da anni, ma occorre evitare che diventi un ulteriore scoglio burocratico ..

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di Andreana Hedges

Dopo più di 10 anni di gestazione e continue spinte sul fronte politico profuse da enti pubblici ed ordini professionali, pare che sia ormai imminente l’introduzione del fascicolo del fabbricato come ulteriore documento obbligatorio per portare a termine anche l’iter delle pratiche edilizie collegate al superbonus al 110%.

Gli emendamenti in discussione relativi alla conversione in legge del Decreto Rilancio n. 34  sembrano voler istituire il nuovo “fascicolo digitale delle costruzioni” quale condizione obbligatoria, “al fine di individuare e programmare gli interventi di riqualificazione energetica, adeguamento antisismico, manutenzione e ristrutturazione edilizia e garantire nel tempo le qualità tecnico-prestazionali e di sicurezza degli edifici, per gli immobili di proprietà privata” che avessero accesso ad Ecobonus e Sismabonus.

Sembra infatti che le spese per l’elaborazione del fascicolo, sostenute fino al 31.12. 2021, potranno anche loro essere agevolate con il superbonus.

Il nuovo fascicolo digitale delle costruzioni dovrà riguardare in primo luogo ogni nuova costruzione, sia pubblica che privata, ed essere altresì redatto o aggiornato ogni qualvolta si intervenga su una costruzione esistente. In sostanza, oltre a contenere tutte le informazioni che riguardano la costruzione dell’edificio e le sue pertinenze e registrare le eventuali modifiche apportate, peraltro, dovrà riportare eventuali segnalazioni al proprietario e alle amministrazioni di eventuali elementi di criticità statica, sismica o geologica così da fornire un ritratto il più possibile preciso delle caratteristiche e delle condizioni del paro edilizio esistente.

E’ prevista, infatti, l’emanazione di un DPCM con la schema-tipo del Fascicolo recante la descrizione dell’intero immobile sotto il profilo tecnico-amministrativo che dovrà essere redatto anch’ esso da professionisti appositamente qualificati ed abilitati. Quasi certamente il Governo, le Regioni e le Autonomie locali in sede di conferenza unificata, dovranno trovare l’intesa per uno schema di fascicolo digitale uniforme da adottare al fine di  semplificare ed uniformare le norme e gli adempimenti ivi collegati evitando quanto più possibile il proliferare di modelli disparati a livello regionale e presso le singole amministrazioni comunali.

Ci si augura quindi che, nella stesura finale del testo di legge che individuerà caratteristiche, requisiti e contenuti del fascicolo si terrà conto delle due diverse esigenze da contemperare: da un lato l’innegabile utilità di mappare le caratteristiche e lo stato di conservazione del patrimonio edilizio italiano, utile per monitorare la situazione anche di stabilità oltre che di manutenzione e conservazione dello stesso; dall’altro la necessità di non appesantire ulteriormente la burocrazia collegata all’edilizia, soprattutto in un momento storico in cui la parola d’ordine in merito alle procedure amministrative pare essere semplificazione e sburocratizzazione.

Andreana Hedges

Autore

Andreana Hedges

Amministratore Geo Network e Responsabile Divisione Formazione e Marketing

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