E’ possibile usucapire un bene pubblico?

Un conciso e dettagliato riassunto sui beni statali usucapibili e a quali condizioni possono passare al patrimonio dello Stato suscettibile di usucapione.

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L’istituto dell’usucapione è disciplinato all’art. 1158 del Codice Civile, secondo cui “La proprietà dei beni immobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del possesso continuato per venti anni”.

Per il compimento dell’usucapione devono imprescindibilmente sussistere il possesso continuo, ininterrotto, pacifico, pubblico ed inequivoco da parte un soggetto terzo che non ne è titolare ed il trascorrere di un determinato lasso temporale, unitamente all’intenzione di tenere la cosa come se fosse propria.

Spesso ci si interroga sulla possibilità di usucapire un bene statale e, per rispondere a tale quesito, occorre premettere che i beni cosiddetti pubblici si suddividono in due categorie: i beni demaniali e quelli patrimoniali.

A loro volta, i beni demaniali sono classificati in due specie: necessari e non necessari. Rientrano nei primi quelli compresi nel demanio marittimo ed idrico mentre appartengono ai beni non necessari quelli inerenti il demanio stradale, ferroviario, culturale (art.1 D.L. n.351/2001).

In merito ai beni patrimoniali, anch’essi si dividono in beni indisponibili e disponibili in cui i primi sono individuati all’art. 826 c.c. e sono le foreste, le miniere, le cave e torbiere quando la disponibilità ne è sottratta al proprietario del fondo, le cose d’interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo, i beni costituenti la dotazione della Presidenza della Repubblica [Cost. 84], le caserme, gli armamenti, gli aeromobili militari e le navi da guerra.

Fanno invece parte del patrimonio indisponibile dello Stato o, rispettivamente, delle province e dei comuni, gli edifici destinati a sede di uffici pubblici, con i loro arredi, e gli altri beni destinati a un pubblico servizio.

I beni demaniali necessari, come il demanio marittimo ed idrico, sono inusucapibili mentre quelli non necessari possono perdere la loro natura e destinazione di beni pubblico e, per l’effetto, essere oggetto di usucapione previo provvedimento ad hoc emanato dalla Pubblica Amministrazione.

Allo stesso tempo, i beni patrimoniali possono essere usucapiti da privati qualora sia evidente la determinazione e l’intendimento di non utilizzarli per lo svolgimento di una funzione pubblica e vi sia una rinuncia a tale destinazione.

Ne deriva che, dove non vietato, alcuni beni possono perdere la destinazione pubblica in ragione di un provvedimento della Pubblica Amministrazione.

Esiste però sull’argomento anche una importante pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza 7 aprile 2020, n. 7739) con la quale è stata affermata l’esistenza della sdemanializzazione tacita, o meglio la perdita della demanialità che può avvenire anche per fatti concludenti.

Secondo la Cassazione “il passaggio del bene pubblico al patrimonio disponibile dello Stato consegue direttamente al realizzarsi del fatto della perdita della destinazione pubblica del bene, cosiddetta sdemanializzazione tacita, locuzione che evidenzia come la declassificazione prescinde dal provvedimento della autorità amministrativa”.

Sarà, dunque, necessario e sufficiente stabilire mediante un accertamento di fatto se il bene in questione abbia mantenuto o no la sua destinazione ad uso pubblico, stante il fatto che anche in assenza di un atto della Pubblica Amministrazione, con la sdemanializzazione tacita, potrà compiersi il passaggio di un bene pubblico al patrimonio disponibile dello Stato suscettibile di usucapione.

Andreana Hedges

Autore

Andreana Hedges

Amministratore Geo Network e Responsabile Divisione Formazione e Marketing

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