Quali responsabilità ha il direttore dei lavori nei confronti di eventuali vizi edili? Risponde di eventuali danni causati dalle infiltrazioni? Domande molto importanti a cui fornire una risposta, per le quali è necessario chiarire un dubbio di fondo: quale responsabilità ha questo professionista nel caso in cui i lavori non siano stati eseguiti a regola d’arte e soprattutto quali sono i presupposti che sono a monte di una sua eventuale esclusione dalla responsabilità civile?
A chiarire dubbi e perplessità ci ha pensato la Corte di Cassazione.
Vizi edili e direttore dei lavori, quando scattano le responsabilità
Negli interventi edilizi il direttore dei lavori è una figura chiave che riveste un ruolo fondamentale soprattutto nel corso della loro realizzazione. Nel caso in cui dovessero emergere dei difetti nell’opera una volta che i lavori sono stati conclusi, quali devono essere le sue responsabilità? Fino a che punto è responsabile dei problemi che dovessero emergere?
A fornire alcune risposte a questa domanda ci ha pensato la sentenza n. 19502 del 15 luglio 2025 della Corte di Cassazione, grazie alla quale sono state forniti importanti chiarimenti sulle infiltrazioni sopravvenute dopo la realizzazione di un lastrico solare.
Il caso scaturisce da un’azione giudiziaria avviata da un condomino residente all’ultimo piano di condominio, nel cui alloggio ci sono state delle infiltrazioni che provenivano dal lastrico solare sovrastante. Il lastrico era stato recentemente impermeabilizzato da un’impresa incaricata dal condominio.
Il condomino dell’ultimo piano ha citato in giudizio il condominio, l’impresa e il direttore dei lavori ai quali ha richiesto la rimozione dei vizi e il risarcimento del danno subito. La domanda nei confronti del direttore dei lavori, però, è stata rigettata dal Tribunale: gli elementi per determinare la responsabilità sono stati ritenuti insussistenti dai giudici.
La sentenza non è stata impugnata ed è, quindi, passata in giudicato.
Il punto di vista della Corte di Cassazione
La parola è passata, quindi, alla Corte di Cassazione che ha deciso di respingere il ricorso per inammissibilità e manifesta infondatezza. I giudici hanno sottolineato che è necessario presentare un adeguato supporto probatorio per riuscire a dimostrare che ci sia una responsabilità tecnica.
Sono stati espressi, inoltre, tre diversi principi:
- l’eventuale responsabilità del direttore dei lavori non si presuppone, ma è necessario che sia provata in concreto. Deve essere dimostrato che, in qualche modo, abbia violato i suoi obblighi tecnici;
- la sentenza di primo grado ha escluso la responsabilità del direttore dei lavori: il ricorrente non ha impugnato la decisione. Si viene, quindi, a formare un giudicato interno per il quale non è possibile procedere con un riesame successivo;
- le garanzie previste dalle varie polizze assicurative non operano automaticamente: è necessario attivarle quando ci sono dei danni che si sono verificati nel periodo coperto dalla polizza e quando scattano le condizioni che sono state previste dalla stessa.
La Corte di Cassazione, in altre parole, ha rigettato la domanda risarcitoria confermando la precedente sentenza nei confronti del direttore dei lavori. La richiesta, sostanzialmente, risultava sprovvista dei presupposti minimi perché si potesse configurare una responsabilità contrattuale.
Vizi edili e responsabilità del direttore dei lavori
La presa di posizione della Corte di Cassazione è chiara e precisa. Ma soprattutto ha ribadito che la responsabilità del direttore dei lavori non può essere affermata in modo automatico. Deve essere dimostrato che il professionista abbia violato od omesso gli obblighi di controllo, segnalazione o direzione che sono previsti nel contratto o nella normativa tecnica.
Dalla sentenza emerge un primo aspetto: il direttore dei lavori non è responsabile – almeno oggettivamente parlando – dei difetti o dei vizi dell’opera che è stata realizzata. È necessario appurare – analizzando caso per caso – se ci sia stata una condotta negligente se non addirittura colposa. Effettuare questa verifica spetta esclusivamente al giudice.
Altro aspetto importante è quello del giudicato interno. Quando si decide di non impugnare una decisione su un determinato punto, questa diventa definitiva e non può essere riesaminata in un secondo momento. Sull’argomento non può intervenire nemmeno la Corte di Cassazione.
Ultima considerazione è quella più strettamente probatoria: chi agisce deve dimostrare che esiste un nesso causale tra il danno subito e la condotta colposa del direttore dei lavori. Non è possibile affidarsi a delle presunzioni generiche o richiamare superficialmente e in modo astratto il ruolo ricoperto.
