Raggiunto l’accordo, alla fine di luglio, sul Decreto Requisiti Minimi, attraverso il quale verranno aggiornati i criteri minimi di prestazione energetica degli edifici. L’intento finale è quello di favorire l’utilizzo delle rinnovabili e l’integrazione delle infrastrutture di ricarica che servono per i veicoli elettrici.
Scopo principale del nuovo Decreto Requisiti Minimi è quello di aggiornare il DM 26 giugno 2015, integrando le nuove metodologie di calcolo per definire quali siano le prestazioni energetiche e soprattutto per definire quali debbano essere i requisiti minimi per gli edifici.
Decreto Requisiti Minimi, cosa cambia effettivamente
A seguito dell’intesa sottoscritta tra Stato e Regioni lo scorso 30 luglio 2025 vengono introdotte delle importanti modifiche alle norme sulle prestazioni energetiche degli edifici. Con il Decreto Requisiti Minimi vengono recepite le direttive dell’Unione Europea, ma, soprattutto, sono stati introdotti una serie di requisiti tecnici rigorosi, che impattano direttamente sul lavoro dei professionisti e delle imprese del settore.
All’interno del decreto è integrata la Direttiva (UE) 2018/844 – EPBD III e vengono anticipate alcune disposizioni contenute dell’EPBD IV: è stato tracciato, infatti, in modo indelebile il percorso che devono intraprendere gli edifici da oggi fino al 2030, quando dovranno essere ad emissioni quasi a zero.
Le prescrizioni introdotte con il nuovo Decreto Requisiti Minimi – che entrerà in vigore 180 giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale – dovranno essere applicate alle nuove costruzioni e agli edifici nei quali vengono effettuate delle importanti ristrutturazioni: l’obiettivo è quello di allineare le prestazioni energetiche del parco immobiliare italiano (almeno di quello nuovo o ristrutturato) agli standard europei.
Le novità più importanti
Indubbiamente una delle novità più importanti che sono state introdotte è la metodologia attraverso la quale viene definito l’edificio di riferimento. Stiamo parlando, in altre parole, del modello standard che deve essere adottato per un confronto con le prestazioni dell’edificio reale.
Fino a questo momento il modello adottato non prendeva in considerazione – o almeno non lo faceva in modo esplicito – i ponti termici. Stiamo parlando di quelle parti di un manufatto che disperdono più calore, come possono essere le giunture tra muri e finestre o i balconi. Il Decreto Requisiti Minimi prende in considerazione queste dispersioni, anche se solo e soltanto per determinati elementi:
- davanzali;
- spallette;
- architravi;
- cassonetti;
- balconi.
Per ogni singolo elemento sono stati previsti alcuni valori fissi, che variano a seconda della zona climatica nella quale l’immobile insiste.
Le nuove regole per il coefficiente H’T
Varate alcune nuove regole per il coefficiente H’T (scambio termico globale medio): non è più fisso, ma varia adeguandosi al rapporto che c’è tra le superfici vetrate e quelle disperdenti. Vengono premiati i progetti che sono il più possibile coerenti con la superficie dell’edificio. Tra l’altro nelle ristrutturazioni di secondo livello questa particolare verifica viene addirittura eliminata.
Cambiano anche le regole per le trasmittanze, il cui calcolo deve essere effettuato tenendo conto delle dimensioni esterne, mettendo la parola fine – una volta per tutte – ad una serie di ambiguità giuridiche che si inseguivano da molto tempo. Altra novità, poi, coinvolge le pompe di calore, le cui verifiche non dovranno essere effettuate sul COP in esercizio, ma dovrà essere preso in considerazione lo SCOP di targa seguendo le regole dell’ecodesign: viene adottato un sistema molto più semplice, ma che può essere impiegato solo quando vengono effettuate delle scelte impiantistiche leggermente più consapevoli.
Il Decreto Requisiti Minimi rende obbligatorie le colonnine di ricarica
Una delle novità di maggior impatto è l’obbligo di installare le colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, che, però, coinvolge unicamente quelli non residenziali con parcheggio. In quelli residenziali, invece, è sufficiente predisporre le canalizzazioni in modo che gli impianti possano essere installati in futuro.
Da quando si applicano le nuove regole
Le regole introdotte dal Decreto Requisiti Minimi interessano unicamente le ristrutturazioni più importanti e le riqualificazioni energetiche rilevanti. Non si applicano ai progetti che sono stati già depositati.
Grazie alle modifiche introdotte dal nuovo decreti l’Ape – ossia l’Attestato di Prestazione Energetica – diventerà più completo e trasparente. Quello che dovrà essere redatto per gli edifici residenziali dovrà tenere conto anche dei consumi per i sistemi verticali, per il raffrescamento e per l’illuminazione.
