Conto Termico 3.0, le istruzioni del Gse per gli Enti del Terzo Settore

Il Gse ha fornito una serie di chiarimenti per gli Enti del Terzo Settore che devono accedere al Conto Termico 3.0. Ecco come vi devono muovere.

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Pubblicate ufficialmente dal Gse le nuove Regole Applicative del Conto Termico 3.0 nelle quali sono stati inseriti importanti chiarimenti per gli Enti del Terzo Settore (ETS). Quelle fornite in questi giorni sono delle indicazioni pratiche per poter accedere alle agevolazioni e ai contributi messi a disposizione dal Decreto Mase del 7 agosto 2025.

Una delle novità più importanti che riguardano il Conto Termico 3.0 è stato l’allargamento della platea dei potenziali beneficiari, inserendo le ONLUS, le associazioni culturali e altri ETS non economici che sono stati assimilati alla Pubblica Amministrazione per l’accesso ai vari incentivi.

Conto Termico 3.0: gli ETS assimilati alla PA

Il fatto che gli Enti del Terzo Settore non economici siano stati assimilati alla Pubblica Amministrazione permette a questi soggetti di godere di una trattamento leggermente più esteso nel momento in cui accedono agli incentivi del del Conto Termico 3.0. Questi ETS hanno la possibilità di effettuare degli interventi, avere a disposizione delle modalità di accesso, erogazione, intensità (si arriva fino al 100% a fondo perduto) e cumulabilità semplificate e, soprattutto, possono ottenere degli anticipi.

Leggermente diversa è la situazione per ETS economici, che hanno un’assimilazione limitata alla Pubblica Amministrazione, che si estende unicamente alle modalità d’accesso e all’erogazione degli incentivi.

Siamo di fronte ad una differenza cruciale, che prevede l’applicazione di tutte le condizioni agevolative e le procedure previste per la Pubblica Amministrazione per gli ETS non economici, come la prenotazione e la rateizzazione.

Ma vediamo nel dettaglio quali differenziazioni sono previste:

Per gli ETS non economici è prevista l’assimilazione completa:

  • perimetro interventi: come per la Pubblica Amministrazione. Solo per fare degli esempi sono coinvolti l’efficientamento energetico e la produzione calore;
  • modalità di accesso ed erogazione: come per la PA. È necessario aderire alla procedura tramite prenotazione;
  • intensità e cumulabilità: come per la PA. I contributi sono al 100% a fondo perduto e sono cumulabili;
  • benefici: è possibile accedere a contributi anticipati per diagnosi energetica. 

Per gli ETS economici l’assimilazione è parziale. Per loro è previsto:

  • perimetro interventi: non vengono assimilati completamente, ma solo per quanto riguarda le modalità di utilizzo;
  • modalità accesso ed erogazione: in questo caso sono assimilati alla Pubblica Amministrazione. 

ETS economici e non economici: una distinzione importante

La distinzione tra le due tipologie di ETS fa in modo che l’accesso al Conto Termico 3.0 sia differente: quelli non economici possono accedere a degli incentivi più vantaggiosi e completi, essendo completamente allineati alla Pubblica Amministrazione:

  • fondamentale la modalità di prenotazione: gli Enti del Terzo Settore hanno la possibilità di presentare una domanda di prenotazione prima che i lavori comincino. Grazie a questo strumento ricevono un anticipo del 40% e il saldo del 60% a fine lavori, dopo aver presentato la rendicontazione;
  • semplificazione: rispetto al Conto Termico 2.0 la procedura è stata semplificata, introducendo un canale preferenziale per gli ETS;
  • fondi dedicati: alla Pubblica Amministrazione sono stati destinati 400 milioni di euro all’anno, su un totale di 900 milioni disponibili.

Gli interventi agevolabili con il Conto Termico 3.0

Gli ETS non economici possono agevolare gli interventi di efficienza energetica, tra i quali rientrano:

  • isolamento termico (con ventilazione);
  • sostituzione di finestre e infissi;
  • installazione di schermature solari;
  • trasformazione in edifici a energia quasi zero (nZEB);
  • sostituzione illuminazione con sistemi ad alta efficienza;
  • sistemi di building automation;
  • infrastrutture di ricarica veicoli elettrici (se abbinata a pompe di calore elettriche);
  • impianti fotovoltaici con accumulo o rete (se abbinata a pompe di calore elettriche). 

Tutti gli ETS possono agevolare gli interventi di produzione termica da FER tra i quali rientra la sostituzione di sistemi di generazione termica esistenti con pompe di calore, caldaie a biomassa. 

Quali sono gli incentivi previsti

Attraverso gli incentivi del Conto Termico 3.0 gli Enti del Terzo Settore possono arrivare a coprire una percentuale tra il 40% ed il 65% della spesa sostenuta.

Quando gli interventi vengono effettuati su strutture sanitarie, ospedali e strutture di assistenza o ricovero che sono gestiti da ETS non economici l’incentivo può arrivare fino al 100%.

Pierpaolo Molinengo

Autore

Pierpaolo Molinengo

Pierpaolo Molinengo è un giornalista freelance. Ha una laurea in materie letterarie e ha iniziato ad occuparsi di Economia fin dal 2002, concentrandosi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i suoi interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Pierpaolo Molinengo scrive di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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