Scatta l’obbligo di adottare il badge digitale all’interno dei cantieri: è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 198 del 29 dicembre 2025, attraverso la quale è stato convertito – apportando una serie di modifiche – il Decreto Legge n. 159/2025, anche noto come Decreto Sicurezza.
Lo scopo della nuova normativa è quello di garantire la tracciabilità della manodopera e contrastare l’impiego del lavoro irregolare.
Badge digitale, quali caratteristiche deve avere
Il badge digitale è una tessera di riconoscimento personale del lavoratore, con alcune caratteristiche specifiche che servono ad evitare delle frodi:
- codice univoco anticontraffazione: ogni singola tessera deve disporre di un identificativo unico che deve essere protetto da una serie di sistemi di sicurezza crittografati;
- contenuti obbligatorio: al suo interno ci devono essere una foto, i dati anagrafici, il codice fiscale, la qualifica, le mansioni del lavoratore e i dati dell’azienda di appartenenza;
- rilevazione automatica: il badge deve permettere di registrare in modo elettronico i tempi di ingresso, uscita e permanenza effettiva all’interno del cantiere.
Integrazione con i sistemi nazionali
Indubbiamente una delle novità più rilevanti del nuovo badge digitale è che permette la connessione in tempo reale con le banche dati pubbliche:
- piattaforma Siisl: il tesserino è completamente ed interamente interoperabile con il Sistema Informativo per l’Inclusione sociale e Lavorativa. Tra l’altro, nel momento in cui i lavoratori vengono assunti attraverso questa piattaforma, il badge viene generato in modo automatico;
- banca dati Inl: attraverso il portale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro sarà possibile consultare le informazioni del singolo lavoratore. Questo permetterà di verificare che i contributi siano stati versati correttamente, che il rapporto di lavoro sia regolare e la puntualità formativa del singolo in materia di sicurezza;
- un QR Code univoco permetterà alle forze dell’ordine di effettuare i controlli in loco, riuscendo ad accedere rapidamente al profilo digitale del singolo lavoratore attraverso una semplice scansione.
Modalità di rilascio e gestione
Il rilascio e la gestione del badge digitale da utilizzare all’interno dei cantieri edili vede coinvolti diversi attori: lo scopo è quello di garantire la legalità dell’intera filiera. Gli enti interessati sono:
- le casse edili, che rilasciano il tesserino alle imprese dopo aver verificato la regolarità contrattuale e contributiva dei singoli lavoratori;
- le aziende per la consegna al singolo lavoratore: la responsabilità di questa operazione è in capo al datore di lavoro, che deve assegnare il badge al dipendente, associando il codice univoco alla specifica mansione operativa.
Devono ricevere la tessera magnetica tutti i lavoratori che operano nei cantieri scaturiti da un appalto o da un subappalto.
Obiettivi del badge digitale
Il badge digitale non costituisce un semplice strumento per gestire amministrativamente i singoli lavoratori, ma serve a:
- evitare che vengano impiegati nei cantieri dei lavoratori in nero o personale non qualificato;
- monitorare i flussi della manodopera, soprattutto quando ci sono degli appalti e dei subappalti particolarmente complessi;
- integrare la patente a crediti: il tesserino digitale, infatti, ne è uno strumento complementare per verificare quali siano le responsabilità aziendali.
Quando entrerà in vigore
Il Decreto Legge n. 159/2025 è entrato in vigore il 31 ottobre 2025 e la legge di conversione è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025: l’obbligo del badge digitale, però, non è diventato operativo per tutte le imprese.
Sono due le tappe fondamentali a cui devono prestare attenzione gli addetti ai lavori:
- per i cantieri pubblici il 31 dicembre 2025: in linea teorica l’obbligo sarebbe scattato alla fine dello scorso anno per i nuovi appalti pubblici, anche se l’attuazione tecnica dipende dai sistemi digitali;
- per i cantieri privati il 1° marzo 2026: in questo caso è previsto un termine leggermente più ampio. Gli obblighi scatteranno più tardi.
Controlli ed ispezioni
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, almeno nella prima fase del 2026, si concentrerà principalmente sulle imprese che operano in regime di subappalto, le quali, almeno in linea teorica, sono esposte a maggiori rischi di irregolarità.
